• Pubblicata il:
  • Autore: ALEXANDRA BUTTERFLY
  • Categoria: Racconti trav
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DA ALESSANDRO AD ALEXANDRA – capitolo 3

Poi abbiamo parlato del mio essere donna e del mio amante della notte prima, e sono rimasto molto sorpreso quando ha detto che, una volta tornati a casa, avrei dovuto chiamarlo.
Così ho digitato il suo numero di telefono e l'ho chiamato, abbiamo parlato per qualche minuto, e la mamma si è avvicinata, ha scritto qualcosa su un bigliettino e me l'ha dato mentre stavo ancora parlando con lui. Diceva: “Se vuoi, puoi invitarlo a cena o a passare a prenderti qui...”
Allora gliel'ho detto e lui ha risposto che sarebbe stato lì tra circa 30 minuti.
La mamma ha domandato se sarebbe passato a prendermi e mi ha aiutato ad accoglierlo per la prima volta come la nuova Alexandra. E' arrivato puntuale ed è rimasto stupito e folgorato dalla mia metamorfosi. Sono uscita e mia madre ci ha spiato dalla finestra. Era un bel figo, più vecchio di me, ma affascinante e danaroso. L'ho baciato appassionatamente e poi siamo partiti sulla sua BMW nuova fiammante. Mi ha chiesto se volevo andare a casa sua e ho detto di sì.
Quando siamo entrati, gli ho messo le braccia intorno al collo dimostrando come fossi ancora più calda nel ruolo di Alessandra. Mi ha guardato con imbarazzo e poi mi ha portato nel suo letto. Ci siamo spogliati e lui era già eccitatissimo. Con timidezza, mi ha chiesto di sodomizzarlo e io ho risposto volentieri ma non sapevo come si faceva e lui mi ha insegnato l'uso della crema e tutto il resto. E' stato bellissimo, ma non sono durato molto prima di sparare il mio sperma. Allora mi ha domandato se poteva scoparmi lui. Naturalmente ho detto di sì e lui ha aggiunto che sarebbe andato piano e che avrebbe utilizzato un altro spray che mi anestetizzava il culo per pochi minuti. Infatti, quando l'anestetico ha cessato il suo effetto, ho provato un orgasmo fantastico.
Mentre ci guardavamo l'un l'altro, mi ha detto che ero l'unico che avrebbe desiderato per sempre e che d'ora in poi quel letto sarebbe stato solo nostro.
Dopo altre due ore di sesso sfrenato in diverse posizioni, si stava facendo tardi, quindi ci siamo fatti una doccia e mi ha proposto di riaccompagnarmi a casa. Ho risposto di no. Volevo rimanere con lui fino alla mattina, quando sarebbe andato al lavoro. Ho telefonato alla mamma per avvisarla e siamo ritornati nel letto addormentandoci subito. Quando la sua sveglia ha suonato, ero rannicchiato con la testa sul suo petto.
FINE

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